Ritratto di un Eroe

MAGGIORE FRANCESCO BARACCA

Lugo di Romagna, 9 maggio 1888 - Cieli del Montello,19 giugno 1918

"Avrebbe sorriso, più tardi, di quel suo strano sorriso che gli faceva chiudere quasi completamente gli occhi alle facezie de' suoi compagni di mensa: imperdonabili cacciatori di austriaci e senza pietà pel nemico ma allegri, generosi, bonaccioni e giocondi nelle ore di riposo e di riunione nella vasta sala tutta ricoperta e fregiata alle pareti ed al soffitto di trofei e di vittorie aeree: timoni di tela giallastra con la gran croce nera, caschi e pezzi di carlinghe, mitragliatrici: muti segni di drammi di cui soltanto chi ha combattuto nell'aria può misurare la tragica grandezza" ('Baracca, "Asso degli Assi" è scomparso nel furore della battaglia sul Montello', <>, anno II, n. 8, 25 giugno 1918, p.117).

Riferimenti immagine: Posa di gruppo (al centro è ritratto il Maggiore Baracca), Unità positiva sciolta in cornice in Archivio Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, archivio di persona "Francesco Baracca".

Riferimenti bibliografici: Testo e foto tratti da M.L. Suprani Querzoli, 'La Grande Guerra di Francesco Baracca', Forlì: CartaCanta Edizioni, 2020, pp. 149 - 151.

Il maggiore Baracca.

L'improvvisa scomparsa del Capo di Stato Maggiore alla vigilia della Grande Guerra

http://www.istitutodelnastroazzurro.org/2021/07/08/maria-luisa-suprani-querzoli-la-scomparsa-improvvisa-del-capo-di-stato-maggiore-alberto-pollio-alla-vigilia-della-grande-guerra/?fbclid=IwAR1zy4n91we4BwIDk_8vO1XrsfhzyF7Fu14uMeCadyC2IusqiykWdiMmNjo

Il generale Pollio.

"La Grande Guerra di Francesco Baracca" a Radio Bunker

https://www.radiobunker.it/puntata-91-la-grande-guerra-di-francesco-baracca/?fbclid=IwAR0Nr3NA7NzfQeLkl_LdQzhF_iRUVXxXG5YQ8tI9eb799LbB7i3zzAsbumc

Radio Telefunken (1950).

Coraggio ed umanità: la figura di Ettore Viola

https://valoremilitare.blogspot.com/2021/07/coraggio-ed-umanita-ettore-viola.html?m=1&fbclid=IwAR3U8Sl68eXPU8nj-_MIEhr26mi7m6VZX_Q_BkgCUOkYdKQ0Zzf-gFbpez8

Ettore Viola.

I funerali dell'eroico maggiore Francesco Baracca

Lugo di Romagna, domenica 30 giugno 1918.

Cartolina commemorativa (collezione privata).

Cesare Pettorelli Lalatta: una voce inascoltata

http://www.istitutodelnastroazzurro.org/2021/06/29/maria-luisa-suprani-querzoli-cesare-pettorelli-lalatta-una-voce-inascoltata/?fbclid=IwAR0LrvlnDsPmHji_0XrAf6FEF4JmyoVE6GzsfLJJb-wgrJTZcOg7eHkfnwU

Il maggiore (ai tempi della Grande Guerra) Cesare Pettorelli Lalatta.

Il Generale Luigi Cadorna e l'inizio della Grande Guerra

https://valoremilitare.blogspot.com/2021/07/cadorna-e-linizio-della-grande-guerra.html?m=1&fbclid=IwAR033vzJzgK8v0yhOd7dbFvY5RwxBMsnuqKnWo3_T7EKu1X27qk68CbDDG0

Il generale Cadorna.

Luigi Capello, un autoritratto giovanile

http://valoremilitare.blogspot.com/2021/06/maria-luisa-suprani-querzoli-luigi.html

Il comando del generale Luigi Capello.

Luci e ombre del Poeta Soldato

https://valoremilitare.blogspot.com/2021/07/luci-ed-ombre-del-poeta-soldato.html?m=1&fbclid=IwAR0mv_OBkxwUSswkISQiQRMLdh2hcWQpagRmzcoq6l6UkYhhxy7-pH_cZy0

Il Poeta in uniforme.

Il generale Eugenio De Rossi e la battaglia del Monte Mrzli

https://lagrandeguerra1914-1915.blogspot.com/2021/10/il-generale-de-rossi-e-la-battaglia-del.html?fbclid=IwAR045Ikw8RfYatPiH7twcznqBkcgGkvYHWumAbHl8hWMAvR4fq1SvBlBBiM&m=1

Il generale Eugenio De Rossi.

Quesiti sulla morte del maggiore Francesco Baracca

https://lagrandeguerra1914-1915.blogspot.com/2021/08/quesiti-sulla-morte-del-maggiore.html?m=1&fbclid=IwAR1s6qgbRekRSlLmfayu0ZxgKuDJWKi-FlrPLEFz53XHuXlvPjmw6IkvTKE

Sacello dedicato al maggiore Francesco Baracca (pendici del Montello).

Francesco Baracca, dalla Cavalleria all'Aviazione

https://valoremilitare.blogspot.com/2021/07/francesco-baracca-dalla-cavalleria.html?m=1&fbclid=IwAR2OauHz_5dlSM27yVzw75CglfKprjK7WznretqR5eOD5L3W66_4wqpmgKA

L. Romersa, 'Francesco Baracca, Cavaliere del Cielo, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1968 (copertina).

Un grande da (ri)scoprire

 

Perchè il popolo italiano possa vivere e prosperare, perchè non perda i frutti dei sacrifizi eroicamente compiuti, è necessario che si manifesti un radicale rinnovamento nella coscienza pubblica ed essenzialmente nella morale politica; è indispensabile che si stabilisca il senso retto ed intero della responsabilità dei governanti. E' questo che noi invochiamo, ed a questa causa dedichiamo l'onesto contributo della modesta opera nostra con sicura coscienza e fede ardente.

Luigi Capello, Note di guerra, vol. I, Milano: Fratelli Treves, Editori, 1921, XVII della Premessa

Parole attuali, scritte novantanove anni fa. Autore ne è il generale Luigi Capello, uomo vulcanico provato da alterne (avverse, soprattutto) fortune, che individua nell' immobilismo culturale (e di riflesso, sociale) le fragilità più gravi che attanagliano il nostro Paese. Note di guerra è un racconto appassionato e trascinante dell' esperienza tragica e grandiosa del primo conflitto mondiale.

Perché considerare un tema così sensibile? A mio avviso lo studio dell'esperienza bellica permette di analizzare la totalità degli aspetti della natura umana, posti sotto la lente di ingrandimento determinata dall' eccezionalità degli eventi.

Ultimo ma sicuramente primo sotto il profilo morale, la conoscenza del sacrificio compiuto dai nostri Padri diventa stimolo per vivere consapevolmente il presente nella pienezza dei valori fondanti raggiunti nel tempo senza mai darli per scontati.

L'Italia risorgerà, anche questa volta.

Il Generale Luigi Capello (Intra, 14 aprile 1859 - Roma, 25 giugno 1941).

19 giugno 1918

 

Il 19 giugno 1918 l'aereo del maggiore Francesco Baracca cadde sulle pendici del Montello, in località Busa delle Rane. È un luogo tuttora incontaminato, custode della memoria di un tempo che appare distante, i cui contorni sfumano nella leggenda. Le lettere del maggiore Baracca raccontano di una quotidianità dura ai limiti della resistenza, resa 'possibile’ dalla consapevolezza del proprio compito e dalla concezione dell'essere umano, così alta da non lasciarsi scalfire dagli orrori della guerra.

«Possa la Patria per la sua grandezza avere numerosi i seguaci della tua volontà e della tua coscienza» (dalla Presentazione del Tenente Colonnello Pier Ruggero Piccio al volume di V. Varale, La carriera, le battaglie, le vittorie del grande aviatore raccontate nelle Lettere alla Madre, Milano: Il secolo illustrato, 1919, pp. 3 - 4).

Busa delle Rane (pendici del Montello)

Il Padre delle Frecce Tricolori

 

La rara testimonianza che segue, a firma del Generale di Squadra Aerea Vincenzo Ruggero Manca, è un ricordo da vicino dell’Inventore della Pattuglia Acrobatica Nazionale che, in questa pagina buia dell’Italia, ha alimentato la fiducia disegnando sugli schermi dei nostri dispositivi un Tricolore capace di abbracciare l’intera penisola.

                                                                                                               Vicenza, 25 ottobre 1960

[…] affidando ogni anno la costituzione della Pattuglia Acrobatica ad un diverso Reparto di Volo, si stabilisce automaticamente una emulazione che fino ad un certo limite di rendimento rappresenta un vantaggio non indifferente, oltre il quale è fatale che il rischio aumenti eccessivamente. Infatti, i progressivi punti di partenza negli intenti programmatici diventano sempre più ambiziosi […]. Per salvaguardare pertanto un patrimonio così prezioso in uomini e mezzi, nonché la tradizione stessa della brillante sicura perizia dei piloti italiani, si impone la necessità di rivedere le attuali norme che regolano l’attività delle pattuglie acrobatiche in favore di un organismo controllato da elementi esperti.

Sono passi di un appunto che l’allora Maggiore Mario Squarcina (valoroso giovanissimo pilota da caccia nel secondo conflitto mondiale, in seguito istruttore di volo alla Scuola di Volo di Galatina, Lecce, e, negli anni 1958-1959, Capo della Pattuglia Acrobatica “Diavoli Rossi”, 6^ Aerobrigata - Ghedi, Brescia) invia ad un amico in servizio presso lo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare.

L’idea di Squarcina diviene realtà alla metà di gennaio 1961. Il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Gen. Silvio Napoli, sigla l’atto costitutivo del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico con sede sulla base aerea di Rivolto (Udine) che, dal 1° marzo 1961, identifica la Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN), denominata pochi mesi dopo 'Frecce Tricolori'.

Viene scelto, come Capo di tale Organismo, il suo ideatore che, in poco tempo, concepisce e realizza un programma di esibizione fantasioso e aggressivo e, per la prima volta nella storia, fedele anche alle leggi che regolano la prospettiva, cioè una geometria perfetta della formazione in tutte le fasi del programma. Gli spettatori non se ne accorgono, ma i piloti gregari si muovono quasi sempre per assicurare tale effetto…

«Squarcina era un vulcano – scrive Renato Rocchi, storico e voce delle Frecce Tricolori – neanche di notte aveva pace. Studiava, ideava, creava nuove figure, le cancellava, poi le ripresentava sempre sulla carta e in ‘top-secret’ per poter ottenere il massimo …».

La figura acrobatica che avrà più successo sarà la Bomba di nove velivoli. A tutt’oggi, è eseguita solo dalle Frecce Tricolori, con incrocio simultaneo e riunione rapida dei nove velivoli.

Quest’ultimo argomento merita di essere corredato da un fatto noto a pochissimi e confidatomi dalla Signora Squarcina: il Genio dell’acrobazia aerea in formazione è in quiescenza; continua comunque a pensare alle Frecce Tricolori seguendone i successi. Vorrebbe, però, arricchire il programma con una nuova, sensazionale figura. Sogna una Bomba con l’apertura, l’incrocio e il ricongiungimento di due formazioni di nove velivoli. Come sempre ha fatto quando era a Rivolto, studia, ha idee, le traccia sulla carta, le cancella, le ripropone, ma non ha il tempo per definire la nuova Bomba in tutti i suoi particolari per poi ‘offrirla’ ai responsabili.

Giunge il giorno della sua morte: con lui va in cielo anche quest’ultima creatura del genio…

Era e rimane un grande, un entusiasta, un generoso ed un coraggioso, senza però mai trascurare alcun dettaglio per la sicurezza delle sue prodezze.

Siamo vicini alla celebrazione della 60ª Stagione della Pattuglia Acrobatica Nazionale, vanto del passato, del presente e del futuro del nostro Paese. È importante che si sappia chi l’ha ideata, creata e portata al successo. Non farlo significherebbe favorire un’incresciosa situazione: ammirare un bellissimo quadro e non conoscerne l’autore.

Per chi scrive, inoltre, rendere omaggio pubblicamente alla figura del Colonnello Squarcina costituisce un’opportunità alla quale non vuole sottrarsi: la gratitudine che conserva ed avrà sempre per il suo Maestro, per colui che, negli anni in cui hanno servito insieme il 2° Stormo, con sede sull’Aeroporto di Treviso - S. Angelo, lo ha arricchito con i suoi tanti, quotidiani ammaestramenti, per poi onorarlo della sua lunga amicizia, della stima umana e professionale (che posso considerare veri privilegi perché Mario Squarcina non faceva sconti a nessuno …).

E per concludere, una riflessione tanto semplice quanto essenziale nella sua portata: il presente sboccia sempre sulle radici del passato. Esserne consapevoli fa bene all’umanità e soprattutto fa bene alla verità, la regina dei valori.

                                                                                                                                                 V.R.M.

Il Colonnello Mario Squarcina (foto risalente al periodo in cui era Addetto Militare presso l'Ambasciata Italiana di Madrid). Fonte: Presidenza del Circolo della Pattuglia Acrobatica Nazionale).